Investire in oro: investitori in corsa prima del referendum

Investire in oro investitori in corsa prima del referendum

La notizia di questi giorni è che la spinta del referendum sulla riforma costituzionale italiana ha alzato di prepotenza la febbre dell’oro in tutta Europa. Il possibile futuro scenario politico che seguirà la prossima espressione referendaria è la molla che ha fatto scattare in piedi chi sta decidendo in queste ore di investire in oro. Merito della preoccupazione ricorrente dei mercati, che si manifesta ad ogni cambio di guida politica del Paese, per via della sua inevitabile influenza sulla finanza e sull’economia. Ricorrente in fase di ogni crisi e di cambiamento in atto, è anche la corsa al bene rifugio per eccellenza, cioè l’oro da investimento.

Investire in lingotti d’oro adesso: è il momento giusto

E in questo momento la preoccupazione più forte degli investitori è di ritrovarsi l’Italia fuori dall’euro. Si sta verificando la stessa situazione che ha colpito il Regno Unito il 23 giungo 2016, con la decisione del referendum consultivo che ha portato alla Brexit e all’inevitabile crollo della sterlina, e non solo.

È proprio in questi momenti di incertezza che aumentano coloro che investono nel metallo prezioso, per cercare una protezione dagli sbalzi del mercato che i passaggi di governo e le instabilità fanno aumentare a dismisura. I lingotti d’oro sono quindi in questo momento il bene più ricercato per trovare rifugio in situazioni finanziarie altalenanti come quella che arriverà coi risultati del prossimo 4 dicembre.

Perché investire in oro e da chi comprare in modo sicuro:

Per fare chiarezza, l’oro da investimento – cioè in lingotti o in monete con titolo di purezza pari o superiore al 900 per mille – è un bene NON soggetto a imposte quando viene acquistato. Il che significa che NON si paga l’IVA e non si pagano imposte per il possesso di qualsiasi quantitativo di oro o per come questo viene gestito.*

A patto di comprare dagli Operatori Professionali in Oro, regolarmente iscritti all’albo e con autorizzazione della Banca d’Italia, come il Banco Metalli, società i cui amministratori, soci e dipendenti corrispondono ai criteri di onorabilità – quindi serietà, onestà e professionalità – stabiliti appunto dalla banca centrale della Repubblica Italiana, in grado di aiutarti con trasparenza in questo importante investimento.

*Le tasse su questo metallo prezioso si pagano solo quando lo si rivende, nella misura della plusvalenza ottenuta, cioè se è stato rivenduto a un prezzo maggiore di quello sostenuto per acquistarlo.