Le pietre preziose affascinano l’umanità da millenni e ancora oggi continuano ad essere considerate come dei simboli importanti. Smeraldi, zaffiri, ma anche rubini e diamanti attualmente costituiscono sicuramente un simbolo di lusso, ma allo stesso tempo racchiudono al loro interno tante storie e a volte anche dei misteri, caratterizzati da peculiarità uniche. Le curiosità sulle pietre preziose sono veramente tante ed è molto interessante approfondire alcuni segreti di queste gemme straordinarie.

Il verde coinvolgente degli smeraldi

Gli smeraldi sono delle pietre preziose conosciute per il loro intenso colore verde. È una tonalità che viene fornita dalla presenza di cromo e vanadio. Una delle curiosità che riguarda gli smeraldi è che sono spesso più preziosi se contengono delle piccole imperfezioni che vengono chiamate giardini. Queste inclusioni vengono accettate come parte della natura di queste pietre e riescono ad aggiungere del carattere.
Tra le curiosità interessanti c’è il fatto che gli smeraldi costituivano le gemme preferite di Cleopatra. L’antico Egitto era conosciuto per le sue miniere di smeraldi e Cleopatra era molto affascinata da questi elementi, tanto da aver deciso di prendere il controllo personalmente di questa attività.
Gli smeraldi, però, non sono apprezzati soltanto per la loro bellezza, fornita anche dal colore intenso, ma anche per il loro significato simbolico. Nelle culture antiche, queste pietre preziose erano considerate dei simboli di rinascita e si credeva che avessero delle proprietà benefiche. La tonalità verde degli smeraldi spesso viene associata alla primavera e a sensazioni di rinnovamento.

Gli zaffiri, dal colore blu alla durezza

Volendo citare altre pietre preziose, gli zaffiri sono comunemente associati al colore blu che mostrano. In realtà, però, possono presentarsi in quasi tutti i colori. Queste tonalità dipendono essenzialmente dagli elementi che sono presenti nel processo di formazione delle pietre, come, ad esempio, il titanio e il ferro per il colore blu. Esistono anche degli zaffiri incolori, che sono chiamati leucosaffiri e che sono particolarmente ricercati, per la loro rarità.
Tra le caratteristiche più sorprendenti degli zaffiri c’è la loro durezza, che è seconda soltanto ai diamanti. Per questo, gli zaffiri sono considerati molto belli e anche pratici per l’utilizzo quotidiano.
La storia degli zaffiri è molto lunga e viene spesso associata al cielo. Nel Medioevo, queste pietre preziose venivano considerate una vera e propria protezione, oltre che un elemento simbolo di saggezza e di pace.

La brillantezza eterna dei diamanti

I diamanti sono altre pietre preziose famose, soprattutto per la loro durezza e per la loro brillantezza straordinaria. Questi elementi sono composti da carbonio puro, che è cristallizzato in situazioni molto particolari, in profondità della Terra, con un calore molto elevato e una grandissima pressione. Hanno una struttura atomica che li rende sicuramente la sostanza naturale più dura di cui si è a conoscenza.
Il processo di formazione dei diamanti è un aspetto molto affascinante, anche per il fatto che può richiedere un periodo di miliardi di anni. Basti pensare al fatto che alcuni diamanti che vengono estratti attualmente hanno iniziato il loro percorso di formazione all’epoca dei dinosauri.

La rara bellezza dei rubini

I rubini sono molto conosciuti per un colore rosso molto acceso, che è dovuto alla presenza di cromo in queste pietre preziose. Sono degli elementi estremamente rari, specialmente nelle varianti di colore più intenso.
Tra le leggende più affascinanti, c’è quella che vede i rubini considerati la pietra dei re. Infatti si credeva che portassero protezione e fortuna. In molte culture, i rubini erano apprezzati molto per una presunta capacità di portare amore.
Spesso venivano anche incastonati in armature ed elmi di coloro che effettuavano combattimenti, con l’obiettivo di ottenere una protezione durante le battaglie. In passato si credeva anche che avessero il potere di predire i pericoli, assumendo una tonalità più scura quando si era in presenza di minacce.

Il mondo affascinante delle pietre preziose

Come abbiamo visto, quindi, le pietre preziose sono innanzitutto degli oggetti di bellezza. Allo stesso tempo, però, nascondono tante curiosità e numerosi segreti che affascinano da sempre gli scienziati, gli appassionati di gemmologia e gli storici.
Si sa che la formazione delle pietre preziose è un processo che può avere una durata molto lunga, anche di milioni di anni. Alcune di queste gemme, come i diamanti, hanno un processo di creazione che avviene a profondità molto elevate, fino a 200 chilometri sotto la superficie della Terra. Per questo diventano dei testimoni importanti della storia geologica del pianeta.
Il colore delle pietre preziose viene determinato da piccolissime tracce di elementi chimici. La loro struttura cristallina determina poi la maniera con la quale le gemme rifrangono la luce, oltre che la lucentezza delle pietre. La struttura cristallina delle gemme può essere migliorata e modificata con adeguati strumenti e varie tecniche di lavorazione.
Il valore delle pietre preziose è determinato dalla bellezza, ma anche da altri fattori interessanti, come la rarità, la qualità, la dimensione. Anche la storia può influenzare il prezzo delle gemme.

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Il diamante costituisce una pietra preziosa alla quale sono legati alcuni valori molto importanti, come la forza e la ricchezza. La questione, però, deve essere analizzata bene, perché tutti i diamanti non sono uguali. Ogni volta che si tratta di valutare una pietra preziosa di questo genere, è essenziale considerare gli aspetti che concorrono a determinarne il valore e la qualità. Ma quali sono questi fattori sui cui ci si deve basare per la valutazione di un diamante? Ecco di che cosa tenere conto.

I carati, il taglio, il colore, e la purezza

Come primo fattore, sarebbe importante tenere conto del peso del diamante, una caratteristica che è misurata in carati. In linea generale, maggiore è il peso, più alto sarà il prezzo della pietra preziosa.
Quando, invece, ci si riferisce al taglio, non si intende la forma del diamante, ma come la pietra è stata tagliata nella sua forma grezza. Si può riconoscere un buon taglio dal fatto che la luce viene riflessa in maniera ottimale, creando un effetto brillante. Esistono varie categorie di taglio, che vanno da eccellente (il massimo) a povero (il minimo).
Il diamante viene classificato anche in base al colore, che va da quello indicato dalla lettera D, che è incolore ed è più prezioso, per poi arrivare alla lettera Z, che è colorato. Un diamante che non ha colore consente alla luce di essere riflessa meglio e quindi si rivela più brillante.
Poi c’è l’elemento della purezza, che si riferisce alle imperfezioni interne o esterne della pietra. Anche in questo caso si deve tenere presente una scala di classificazione, che va da F (senza imperfezioni) a I (che indica imperfezioni visibili anche ad occhio nudo).

La certificazione e la provenienza

Molto importante per determinare il valore di un diamante è il suo acquisto insieme ad un certificato di autenticità, che si riferisce di solito alla valutazione compiuta da un laboratorio gemmologico autorevole. Il certificato è essenziale perché mette a disposizione una descrizione delle caratteristiche e degli aspetti della pietra preziosa, garantendo la veridicità delle informazioni fornite dal venditore.
Inoltre, anche la provenienza è davvero importante, in modo da assicurarsi che il diamante sia stato estratto in maniera sostenibile.

L’impostazione e la montatura della pietra preziosa

Il diamante spesso viene utilizzato per essere inserito in un gioiello. Quando accade ciò, si devono valutare anche l’impostazione e la montatura. Per l’impostazione occorre prendere in considerazione la tipologia. Bisogna vedere se esalti la bellezza del diamante e se esso viene protetto da eventuali danni.
Per la montatura, oltre ad esaltare la brillantezza del diamante, si deve prendere in considerazione anche lo stile personale della persona a cui il gioiello è destinato.

come valutare un diamante - impostazione e la montatura della pietra preziosa

Il valore affettivo di un diamante

Ma, nel prendere in considerazione la valutazione di un diamante, non ci sono soltanto gli aspetti tecnici. Infatti, spesso un diamante è una pietra preziosa che porta con sé un valore affettivo. Basti pensare a quando il diamante viene tramandato da generazione a generazione, assommando ricordi e storie di famiglia. Oppure può ricordare, per esempio, un momento importante della vita, come un fidanzamento o un anniversario.
Anche tutti questi aspetti aggiungono un valore incredibile alla pietra preziosa, se il diamante si caratterizza come un gioiello che viene ereditato o che viene donato con emozione.

La manutenzione e la conservazione del diamante

Un diamante si contraddistingue per la sua durezza. In ogni caso si deve tenere presente che non è esente da una cura e da una manutenzione particolari, in modo che la sua bellezza e la sua brillantezza si conservino nel tempo.
È essenziale provvedere ad una manutenzione regolare, che prevede la pulizia a livello professionale e che corrisponde anche a controlli di tanto in tanto dell’impostazione e della montatura. Inoltre, non si deve dimenticare che la pietra preziosa di cui si sta parlando deve essere conservata adeguatamente in un luogo protetto e sicuro, anche per evitare che venga danneggiata o che possa perdersi.

L’aspetto del design e della gioielleria

Da tutto ciò che si è descritto si capisce come il diamante si contraddistingua per la sua brillantezza e il suo splendore. Però è importante esaltarne le caratteristiche armoniche e questo dipende anche dalla creatività e dall’arte del gioielliere che lo inserisce in un oggetto prezioso.
La creazione di un gioiello non è soltanto un mestiere come un altro, ma può essere considerata un’arte che riesce a mettere insieme tecnica e creatività. L’esperto deve avere una consapevole conoscenza dei materiali. È solo così che si possono mettere in risalto il design del gioiello, la qualità della lavorazione, e l’armonia data dai materiali utilizzati insieme al diamante per formare il gioiello.
Anche questi sono elementi fondamentali che possono influenzare in maniera significativa il valore complessivo del diamante stesso, specialmente quando è abbinato a materiali come oro, platino o altre pietre preziose.

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La parola “bene rifugio”, non di rado, è accostato alla parola “oro”. L’equiparazione, in un certo qual modo, è corretta ma non del tutto veritiera, perché se nessuno mette in dubbio il grande valore dell’oro, certamente resiliente nelle fasi di crisi o incertezza, è altrettanto innegabile che non rappresenti l’unica soluzione in momenti storici particolarmente complessi.

Anzi, ne esiste una che è ancor più prestigiosa ed in grado di rivalutarsi, maggiormente, col passare del tempo, non casualmente utilizzata anche per motivi personali di grande soddisfazione come celebrare un anniversario o un matrimonio, piuttosto che altri eventi di grande importanza dal punto di vista personale: i diamanti. Il loro valore, infatti, è mediamente maggiore dell’oro, che si può riflettere anche nel medio-lungo periodo in un incremento del valore del bene posseduto.

taglio del diamante è fondamentale per esaltare la bellezza dello stesso.

La frase “un diamante è per sempre”, in tal senso, è abbastanza eloquente e inquadra, perfettamente, il valore inestimabile, in molti casi, di questo bene prezioso, amato ed ammirato in ogni angolo del mondo. D’altro canto, un diamante può essere traslato in svariate tipologie di gioielli: dalle collane ai bracciali, passando per gli anelli e molto altro ancora. Una serie infinita di opzioni grazie alle quali è possibile esibire il proprio bene prezioso.

Prima di essere inseriti nei bracciali, anelli o collane, i diamanti sono sottoposti ad un processo di taglio volto a renderli maggiormente affascinanti e, soprattutto, conferire agli stessi la giusta conformità nel contesto nel quale vengono incastonati. Un passaggio, di conseguenza, estremamente fondamentale, di cui anche il semplice compratore deve essere a conoscenza.

Il taglio del diamante, infatti, è in grado di rendere ancor più preziosa la gemma, esaltare le caratteristiche e la brillantezza, fornire, conseguentemente, un valore aggiunto significativo al nostro diamante. Non tutti i tagli di diamante sono uguali. Ed è per questo motivo che è opportuno essere a conoscenza di quali siano quelli che ogni singolo orafo può compiere per rendere ancor più ammaliante il nostro diamante.

Taglio a brillante: quali sono i più utilizzati

Partiamo dal taglio a brillante, che è certamente quello al quale ricorrono, con maggior frequenza, gli orafi sparsi lungo tutto lo Stivale. Esso è solitamente rotondo, ma può essere tramutato, poi, all’atto pratico in svariati modi: ovale, a goccia, a cuore o a navetta. Vediamo nel dettaglio, quindi, quali sono le caratteristiche del taglio a brillante, al fine di facilitare la comprensione a tutti quei soggetti che, pur non essendo degli addetti ai lavori, stanno approcciando al mondo dei diamanti per investimento o effettuare un regalo, piuttosto che per mera e semplice curiosità.

Esso si contraddistingue, in primis, per la presenza di una forma rotonda con 57 faccette, oltre alla presenza di una minuta tavola inferiore, presente all’estremità del padiglione, che fa da “trait d’union” tra tutte le faccette. Questa tipologia di taglio è, di fatto, ad esclusivo appannaggio dei diamanti e di nessun altro prezioso presente nel mondo dei gioielli, in grado di potersi adattare perfettamente in base alla gemma presente.

La presenza del taglio a brillante risale, addirittura, al 1600, grazie ad una brillante idea di Vincenzo Peruzzi, a quei tempi una sorta di “guru” dei tagliatori di gemme preziose, anche se la tecnica maggiormente utilizzata al giorno d’oggi la si deve ai progressi avvenuti nei secoli successivi e alla fervida mente di Marcel Tolkowski, la cui intuizione nel 1919 sul taglio brillante rotondo è ancora in voga a distanza di oltre un secolo in distanza.

Il taglio a brillante, tuttavia, prevede altre varianti oltre a quella rotonda poc’anzi citata, che resta, lo ribadiamo, quella maggiormente utilizzata dagli addetti ai lavori. Il taglio a brillante ovale, ad esempio, è utilizzato, non di rado, per per incastonare gemme preziose negli anelli, che sono il gioiello, ad oggi, quelli più utilizzati per esaltare un diamante, inventato nel lontano, ormai, 1957.

Taglio a gradino per esaltare diamanti puri o pietre colorate

Un taglio a brillante decisamente particolare, e per questo motivo oltremodo suggestivo, è quella goccia, così denominata perchè ricorda una lacrima o una goccia d’acqua. Il taglio brillante a goccia si contraddistingue per la presenza di ben 71 faccette: nel mondo orafo si ricorre ad esso principalmente per orecchini, pendenti e, in via residuale, per gli anelli di fidanzamento.

Un taglio a brillante decisamente romantico è quello a cuore, che – come facilmente intuibile – è utilizzato per qualche ricorrenza particolare in ambito sentimentale. Il taglio brillante a cuore si caratterizza per la presenza di 59 faccette e viene utilizzato, solitamente per le inclusioni di dimensioni ridondanti. Un altro taglio a brillante è quello a navette, così denominato perché ricorda quello di una barchetta.

Oltre ai tagli a brillante, che restano quelli maggiormente utilizzati, esistono anche i cosiddetti “tagli a gradino”, ai quali si ricorre prevalentemente per i diamanti particolarmente puri o le pietre colorate. Il taglio a brillante, infatti, è stato ideato per esaltare i giochi di riflessione e si suddivide, al proprio interno, in tre macrocategorie: taglio a gradino a smeraldo; taglio a baguette; taglio carré.

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