La leggenda del diamante Hope

La leggenda del diamante Hope

Il Diamante Hope, noto anche come gioiello azzurro del mare per via del suo colore blu intenso, è considerato una delle gemme più preziose e costose del mondo. Con i suoi oltre 45 carati e un valore che supera i 250 milioni di dollari, questo diamante spettacolare è famoso anche per la maledizione che sembra accompagnarlo. A discapito del suo nome, che tradotto significa speranza, tutti quelli che sono entrati in suo possesso, sono infatti andati incontro a misteriose disgrazie.

La leggenda vuole che sia stato scoperto nel 1642 dal gioielliere francese Jean-Baptiste Tavernier e che sia stato in origine rimosso da una statua indiana raffigurante la dea Sita. Fatto che secondo alcuni, sarebbe alla base di una maledizione che nei secoli ha colpito i suoi proprietari. Tornato in Francia Tavernier vendette il diamante  a re Luigi XIV, per finire qualche tempo dopo sbranato da un branco di cani selvatici. La maledizione sembra poi continuare con la cattiva sorte destinata al re e alla regina Maria Antonietta durante la rivoluzione francese e proseguire con il successivo proprietario Henry Thomas Hope, dal quale prende il nome, che finì in bancarotta.

Nel corso dei secoli, la pietra ha conosciuto diversi proprietari e ognuno di loro è stato protagonista di terribili sciagure. Qualunque sia la verità sulla maledizione del diamante Hope, questa sembra essere giunta al termine con l’acquisto della pietra da parte del famoso gioielliere Harry Winston, che nel 1958 decise di donarla  all’Istituto Smithsonian di Washington. Da allora la gemma più spettacolare del mondo può essere ammirata senza il pericolo di incorrere in spiacevoli disgrazie.