Storia e curiosità sulle monete Pesos Cileni d’oro

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Gli analisti di tutto il mondo si sono attivati negli ultimi mesi del 2022 e nei primi mesi del nuovo anno, per comprendere e prevedere i nuovi aumenti dell’oro nel 2023. Infatti, grazie al rapporto tra l’inflazione e l’intervento delle banche centrali è possibile tentare di dedurre quali sono saranno gli incrementi del valore dell’oro. Gli analisti devono tenere in considerazione diversi aspetti prima di sancire le previsioni, tra cui la situazione geopolitica; i guadagni nelle varie zone del mondo; la domanda dei consumatori. Questi sono gli elementi principali da tenere sott’occhio per chi tenta di comprendere quale sarà la quotazione dell’oro nel 2023.

 

La situazione geopolitica e il possibile valore dell’oro nel 2023

La riapertura della Cina, così come gli acquisti della Banca centrale, sono stati i due fattori dominanti per generare uno stimolo positivo per la quotazione dell’oro nel 2023. Infatti, quando la crisi si acutizza, parallelamente il mercato dell’oro riesce ad attutire se non a rimediare in parte. Basta pensare che dal 2019 al 2022, anni pandemici in cui la situazione economica globale ha risentito dei vari lockdown, mentre le finanze mondiali sono andate incontro a delle difficoltà, la quotazione dell’oro è passata da circa 35 euro al grammo a 57 euro. Ma la situazione geopolitica incide anche per lo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina: nel momento in cui si è venuti a conoscenza del conflitto, il valore dell’oro ha raggiunto un picco di circa 60 euro sul mercato. Ciò risulta anche perché la domanda dei consumatori non cessa mai, non si affievolisce: persino un’inflazione non metterebbe a rischio il mercato dell’oro.

Ciò prova che, nonostante una crisi globale sia in termini economici che politici per i rapporti incrinati tra Stati Uniti e Cina, nonché per la guerra in atto tra Russia e Ucraina, l’oro continua a risultare un investimento tranquillo. Le persone lo vedono come un valore estetico, un fattore culturale che non si accinge a sradicarsi dalla mentalità mondiale, e perciò i gioielli realizzati in oro mantengono una costanza nella compravendita. Infatti, questi prodotti che generano emozione, un valore sentimentale, sono venduti in gran quantità dalle gioiellerie. Dunque gli analisti prevedono una chiusura globale del bilancio delle gioiellerie, nel 2023, a ben 28 miliardi di euro. Questo potrebbe anche avvenire grazie all’aumento della domanda dei consumatori in Europa, soprattutto sul fronte tedesco, dove gli investitori retail vorranno proteggere il proprio patrimonio.

L’oro, dunque, si appresta a portarsi sui 62,70 euro al grammo nei prossimi 12 mesi, secondo le ultime previsioni. Gli analisti, tuttavia, dichiarano che un’eventuale recessione negli Stati Uniti porterebbe al valore dell’oro un aumento del 20 o addirittura 30%, dato che nelle ultime sette recessioni, cinque volte ciò è avvenuto. Grande importanza la giocano le tonnellate di oro impiegate nel territorio americano e poi dispensate alle gioiellerie. Infine, le tensioni geopolitiche potrebbero spingere per gli investimenti in oro, siccome chi investe tenta sempre di proteggersi da ulteriori impeti.

 

Il quadro americano: pressione sul dollaro e corsa all’oro in California

Per la quotazione dell’oro nel 2023 è fondamentale il ruolo degli Stati Uniti: in primis per la pressione sul dollaro in quanto moneta americana. Infatti, a fronte del calo dell’inflazione e di una lenta crescita, il dollaro ha subito una svalutazione in tempi di pandemia per poi risalire prontamente a picco, e così viene generato un incremento di valore dell’oro spalmato nel giro di 12 mesi.

Ciò è già avvenuto quasi tutte le altre volte che ciò si è presentato in passato, siccome negli Stati Uniti figurano le banche centrali più importanti al mondo. Gli investitori di queste banche non smettono di investire nell’oro, e gli analisti di mercato prevedendo che l’oro possa arrivare tra i 2.500 e i 4.000 dollari l’oncia. Secondo altri, invece, la quotazione dell’oro si fermerà a 1.900 dollari l’oncia.

Un’altra situazione da tenere in considerazione, siccome si è fatto riferimento all’importanza dell’uso di tonnellate d’oro negli Stati Uniti, è quella della California. Qui ci sono parecchie riserve di oro, pronte ad essere estratte grazie alle nuove tecnologie e ai macchinari maggiormente efficaci. Alcune aziende si stanno muovendo per aggiudicarsi l’acquisto di vecchie miniere in California, nel Nord dello stato. Così facendo, sembra si stia incorrendo in una nuova corsa all’oro. Le stime parlando di una presenza massiccia in tonnellate d’oro: circa 63mila.

Siccome l’oro in questione si trova in profondità, le aziende che hanno riaperto le miniere dovranno fare i conti con le sostanze tossiche che verranno estratte insieme all’oro, generando così delle tonnellate di scarti. Gli abitanti della Grass valley conoscono bene i danni che ciò può generare, dato che stanno pagando ancora lo scotto della scorsa corsa all’oro. Tra l’altro questi interventi sono molto costosi, e potrebbe non essere così conveniente coprire i prezzi delle spese d’estrazione per poi riporre l’oro nel caveau delle banche. Le conseguenze dell’estrazione di queste sostanze nocive sono ferite aperte in Colombia, dove a fronte di un incremento del 33% di produzione dell’oro, gli scavi hanno portato alla luce una grossa quantità di mercurio che sta inquinando l’ambiente.