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Vacheron Constantin: la storia affascinante del più antico orologiaio del mondo Blog

Postato il 02-09-2016 in

È uno dei più antichi e rispettati orologiai del mondo. Dal 1755, Vacheron Constantin ha prodotto alcuni tra i più raffinati orologi a livello mondiale.

Ci sono poche aziende che possono far risalire le proprie origini all’epoca del regno di Re Giorgio II: Vacheron Constantin è l’unico orologiaio al mondo che può affermarlo con certezza. Per 260 anni, la fabbrica di orologi di Ginevra ha scritto la sua storia ininterrotta fatta di eccellenze dell’orologeria, e il suo status di più antico orologiaio in attività al mondo gli ha conferito una reputazione stellare, piazzandola di diritto nella santa trinità insieme a Patek Philippe e Audemars Piguet.

[caption id="attachment_4991" align="aligncenter" width="733"]Jean-Marc-Vacheron Il fondatore Jean-Marc Vacheron[/caption]

Nel 1541, la riforma calvinista trasformò Ginevra in quella che passò alle cronache come la “Roma protestante”, dove molti protestanti tedeschi, italiani e francesi trovarono lì rifugio. Molti di loro erano artigiani provetti, e divennero la spina dorsale dell’alta gioielliera di lusso svizzera che oggi tutti conosciamo. Formarono la cosiddetta fabrique genevoise. Una delle famiglie che cercarono rifugio a Ginevra fu quella dei Vacheron, e nel 1755 il maestro orologiaio Jean-Marc Vacheron creò la sua manifattura forte del suo spirito imprenditoriale e della sua superiore abilità rispetto agli altri artigiani.

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Nei pressi di Saint-Gervais, creò il più antico orologio Vacheron oggi conosciuto. L’orologio da tasca in argento, recante la sua firma sul movimento “J: M: Vacheron A GENEVE”, molto avanti per la sua epoca, presenta una fattura manuale squisita, con uno scappamento a virgola e lancette d'oro. Anche il ponte del bilanciere è il testimonianza delle abilità di Vacheron, modellato in delicati arabeschi che aggiungono alla funzione tecnica quella bellezza estetica divenuta la firma della casa ginevrina.

[caption id="attachment_5014" align="aligncenter" width="510"]abraham-vacheron Abraham Vacheron[/caption]

Con l’inizio della Rivoluzione Francese, Jean-Marc cominciò a istruire il figlio Abraham come apprendista, nella speranza di tramandargli il sapere e la manifattura stessa. Nel 1770, creano la prima complicazione, cioè la prima funzionalità aggiuntiva oltre le ore e i minuti. Quindici anni più tardi, Abraham prese in mano l’azienda di famiglia con dedizione, e forte dell’esperienza acquisita riuscì a tenere a galla il business nonostante la Rivoluzione e l’occupazione di Ginevra da parte del Direttorio francese, mantenendo intatta la visione paterna. Per mantenere l’azienda in famiglia, Abraham prese a sua volta suo figlio Jacques Barthélémi a bottega.

[caption id="attachment_5018" align="aligncenter" width="881"]Prime-complicazioni Prime-complicazioni[/caption]

Dopo l’incredibile sopravvivenza aziendale alla Rivoluzione, Jacques Barthélémi prese le redini della manifattura nel 1810 e cominciò subito l’espansione dell’attività esportando i suoi orologi in Francia e in Italia.

Aumentò anche la produzione, avventurandosi in modelli diversi da quelli classici, creando orologi sempre più complessi, come quelli musicali che tanto sarebbero piaciuti ai compositori ed artisti italiani e francesi. Le vendite aumentarono, così come la popolarità del brand in tutta Europa presso i clienti più danarosi, come il Principe Carlo Alberto di Carignano, futuro Re di Sardegna.

Con l’espansione oltremare, presto Jacques-Barthélemi realizzò di non poter continuare a condurre l’attività da solo. Si mise a cercare un partner, che trovò nel 1819 nella figura di François Constantin: da lì l’azienda venne ribattezzata col nome di Vacheron & Constantin.

[caption id="attachment_5024" align="aligncenter" width="401"]François-Constantin François Constantin[/caption]

Mentre Vacheron continuava a dirigere l’azienda da Ginevra, Constantin viaggiava per il mondo a mostrare i modelli della maison. Immediatamente, il mondo si accorse della bellezza degli orologi e nuovi mercati si aprirono, facendo del Nord America il primo mercato di riferimento. La leggenda narra che Constantin mandò una lettera a Vacheron il 5 luglio del 1819, mentre era in viaggio. Gli scrisse: “Fare meglio se possibile, ed è sempre possibile.”

Questa frase fu quella scelta dalla manifattura come motto, rimasto tale per oltre due secoli. Le vendite andarono alle stelle e nel 1824 Vacheron & Constantin lanciarono sul mercato il nuovissimo Jumping-Hours - ore saltanti - (in italiano l'orologio si chiama saltarello) da tasca. In oro rosso e dotato di un incredibile movimento, presentava uno scappamento a cilindro con un bilanciere mono metallico a tre braccia. Una finestrella aperta sulle 12 segnava le ore a scatto, mentre una sola lancetta segnava i minuti: la novità introdotta fu subito notata e apprezzata.

[caption id="attachment_5029" align="aligncenter" width="671"]Jumping-Hours-1824 Jumping Hours 1824[/caption]

Ottenuto il riconoscimento, questo orologio divenne rapidamente il marchio distintivo della fabbrica. Per continuare con l’innovazione, VC lanciò anche un bellissimo orologio in oro giallo con la cassa incisa in smalto blu, a raffigurare la cartina d’Italia. Dopodiché per Vacheron & Constantin avvenne la consacrazione come artisti e non solo come maestri orologiai, grazie all’attenzione per il dettaglio e il design superlativo.

Col successo in America, e Costantin sempre in viaggio per il mondo, la maison aprì la prima sede di rappresentanza a NY, per poter meglio servire il Nord America; il business aumentò ancora e nel 1835 vennero aperte sedi anche in Brasile e a Cuba. Con la continua crescita del brand e la volontà dei proprietari di mantenere la qualità invece di puntare alla quantità, nel 1833 venne assunto un inventore di nome George-Auguste Leschot per sovrintendere la produzione.

[caption id="attachment_5035" align="aligncenter" width="480"]decorazione-smalto-cartina-Italia La decorazione in smalto con la cartina d'Italia[/caption]

Il rischio di aver assunto un inventore al posto di un orologiaio fu ben ripagato, e le sue invenzioni ebbero in seguito un enorme impatto su tutta l’industria del comparto orologiero. Leschot era la forza trainante dietro la standardizzazione dei calibri per il riconoscimento dei movimenti. Fu anche l’inventore della tecnica pantografica, che permise agli orologiai di incidere le parti più piccole e i quadranti. Fu proprio il pantografo che permise a Vacheron & Constantin di superare la concorrenza, e che nel 1844 venne premiato con la medaglia d’oro Rive Prize dalla Società delle Arti per “la scoperta più utile per l’industria di Ginevra.” Leschot fu probabilmente uno degli acquisti più importanti per la maison che contribuì a lanciare nel futuro dell’industria orologiera svizzera.

Constantin morì nel 1854 e Vacheron lo seguì nove anni dopo, nel 1863. Dopo la loro morte, la maison passò di mano a una serie di eredi, donne incluse, il che era molto raro per le successioni aziendali in quel tempo.

L’anno precedente la morte, Vacheron spinse la compagnia a far parte dell’Associazione per la Ricerca dei Materiali Anti Magnetici. Da sempre interessata nella scienza applicata alla costruzione degli orologi, la Vacheron & Constantin lanciò un cronometro da tasca nel 1869 e per il 1872 inserì i propri orologi ai primi concorsi per la costruzione di cronometri all’Osservatorio di Ginevra, guadagnando i primi riconoscimenti.

sede-vacheron-constantin

Nel 1875, la maison era ancora in espansione e così dovette costruire una nuova sede. Venne chiamato l’architetto Jacques-Elysée Goss, che già aveva disegnato il Gran Teatro d’opera di Ginevra. Il nuovo edificio divenne subito il più moderno della Svizzera, e oggi ospita la boutique aziendale e il museo con i pezzi storici e iconici.

Grazie all’interesse di Vacheron a diventare socio dell’Associazione per la Ricerca dei Materiali Anti Magnetici prima della sua morte, dieci anni dopo, nel 1885, la compagnia creò il primo orologio antimagnetico al mondo, realizzato con materiali completamente resistenti ai campi magnetici. Fecero ruota del bilanciere, molla e perno in palladio, il braccio di leva in bronzo e la ruota di scappamento in oro.

Cambiarono il nome della maison da Vacheron & Constantin in Vacheron & Constantin, Fabricants, Geneve nel 1877, dovuto al continuo incremento della domanda globale. Tre anni dopo, la croce maltese divenne il logo ufficiale ancora oggi simbolo della maison.

[caption id="attachment_5043" align="aligncenter" width="575"]orologio-tasca.-double-face Il primo vero orologio da tasca double-face con calendario perpetuo[/caption]

Il 1884 fu un altro anno fondamentale per V&C: venne creato il primo vero orologio da tasca double-face con calendario perpetuo in ottone dorato, regolato da un bilanciere bimetallico.

Cinque anni dopo, nel 1889, venne lanciato un orologio da polso da donna, che coincise con la nascita della popolarità di V&C nel mercato degli orologi da polso. Nel 1901, quando venne creato il Marchio di Qualità di Ginevra, Vacheron Constantin divenne il primo orologiaio a portarne il nome, lo stesso che oggi è utilizzato come simbolo dell’eccellenza orologiera svizzera.

[caption id="attachment_5046" align="aligncenter" width="480"]rologio-polso-donna-1889-Vacheron-Constantin Orologio da polso da donna 1889 Vacheron & Constantin[/caption]

Cinque anni dopo, con l’apertura della prima boutique, Vacheron Constantin entrò di diritto nel mondo degli orologi da polso. Anche se la produzione dei meravigliosi orologi da taschino continuò, grazie al successo degli orologi femminili, V&C lanciò la forma tonneau nel 1912.

[caption id="attachment_5049" align="aligncenter" width="235"]forma-tonneau-1912 Forma tonneau 1912[/caption]

Nel 1921, cominciarono a produrre orologi da polso esclusivamente per il mercato americano. Gli orologi da tasca divennero ancora più artistici mentre quelli da polso venivano disegnati secondo ragioni di ordine pratico e di bellezza. Nel 1952, V&C lanciò un modello di orologio da polso più moderno, al contempo producendo un design di orologio da tasca impreziosito da miniature in smalto dipinte a mano.

[caption id="attachment_5052" align="aligncenter" width="480"]1952-orologio-tasca-miniature-smalto 1952 Orologio da taca con miniature a smalto[/caption]

Nella metà degli anni ’50, V&C produsse un movimento ultra sottile per gli orologi da polso, diventando sinonimo di luxury brand per eccellenza negli orologi eleganti da abito. Nel 1957 Vacheron & Constantin lanciò lo stile classico dell’orologio da abito che divenne il simbolo della maison. Sino ad allora, le linee classiche come la Patrimony avevano subito minimi cambiamenti, e la maggior parte dei modelli attuali fecero la loro apparizione dal lancio nel 1957, focalizzati su un’eleganza semplice. Ma non mancano anche orologi con funzioni complicate, con un forte appeal artistico e anche orologi speciali studiati per i viaggiatori frequenti.

[caption id="attachment_5054" align="aligncenter" width="900"]vacheron-world-times Il World Timer di oggi[/caption]

A differenza delle altre manifatture orologiere, il design degli orologi Vacheron & Constantin non è mai cambiato drasticamente: hanno sempre introdotto nuovi modelli e tecnologie, certo, ma sono sempre tornati al punto di partenza, rendendo omaggio ai design classici della casa che hanno reso il brand quello che conosciamo oggi.

Dal 1996, la maison è passata di proprietà al gruppo svizzero del lusso Richemond, specializzato in orologi, gioielli, pelletteria, strumenti di scrittura e settore fashion. Tra le aziende controllate dal gruppo ci sono Cartier, Van Cleef & Arpels, Montblanc, Baume & Mercier, Jaeger-LeCoultre, Officine Panerai, Piaget e Chloé, solo per citarne alcune.

V&C continua comunque a creare alcuni tra gli orologi più iconici, tra cui molti degli esemplari più costosi del mondo, come l’orologio più complicato del mondo, il Tour de I’lle creato nel 2005 per il 250° anniversario della casa: 16 complicazioni e mosso da 834 parti, tutte fatte a mano.

tour-de-ile-2005

È uno dei pochi orologi al mondo ad essere stato venduto, da nuovo, oltre la cifra di 1 milione di dollari.

Ma l’azienda ginevrina si è superata l’anno scorso, in occasione dei 260 anni di attività, creando l’orologio meccanico più complicato al mondo, chiamato Reference 57260. C’è voluto il lavoro di tre Maestri Orologiai e otto anni di dedizione continua: nato dal desiderio e dalla commissione di un grande collezionista, e dalla volontà della maison di spingersi oltre ogni innovazione conosciuta, questo gioiello dell’orologeria racchiude in sé il più alto numero di complicazioni al mondo, ben 57, di cui alcune inedite, ed è interamente certificato dal prestigioso Punzone di Ginevra.

[caption id="attachment_5056" align="aligncenter" width="766"]reference-57260 Reference 57260[/caption]

Il suo prezzo è mantenuto segreto ma la sua stima si aggira tra gli 8 e i 20 milioni di dollari.

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Oggi sono dieci le collezioni di orologi prodotte da Vacheron & Constantin: la Patrimony, che rende omaggio allo stile classico della linea del 1957, la quintessenza dell’orologio da abito; la Traditionelle, con una gamma che va dall’orologio per abito semplice ai cronografi, ai world timers per i viaggiatori abituali e ai modelli di alta gioielleria tempestati di diamanti; la Harmony, che conta solo sei modelli, è la più contemporanea; la Malte, che evoca l’emblema della croce di Malta simbolo di V&C; la Quai de l’Ile, linea moderna e personalizzabile dal cliente; l’Overseas, linea agile e sportiva, l’unica non intesa per essere abbinata all’abito; la 1972, linea dandy per eccellenza, creativa, asimmetrica ed audace; l’Historiques, omaggio ai pezzi storici e iconici della maison qui reinterpretati; l’Heures Créatives, la linea dedicata alle donne, con le versioni dei raffinati pezzi creati negli anni ’20, ’30 e ’70; e infine la Métiers d’art, una vasta collezione di pezzi da museo finemente decorati e tempestati di diamanti, che attestano la stretta relazione tra la maison e il mondo dell’arte.

E infatti, non c’è altra manifattura al mondo che possa eguagliare V&C nella raffinatezza artistica, al punto che possedere un solo orologio dei loro equivale a possedere un’opera d’arte da museo.