Quali sono le riserve Auree dei Paesi, classifica del 2023

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Come tutti ben sappiamo, c’è un materiale che più di ogni altro ha segnato la storia dell’umanità, purtroppo non sempre in positivo. Stiamo facendo riferimento all’oro, che per secoli e secoli ha rappresentato la misura usata per dare valore a beni e prodotti negli scambi commerciali.
L’oro è stato uno dei materiali utilizzati sin dall’antichità per coniare le monete, che con il passare del tempo sono diventate lo strumento di pagamento più diffuso dell’epoca moderna. Purtroppo, l’oro è un elemento che non si trova senza limiti in natura, ma è per sua natura scarso. Stando alle indagini che sono state svolte più di recente, fino a questo momento l’uomo ha estratto qualcosa come oltre 183 mila tonnellate di oro, e sul nostro pianeta ne rimarrebbero ancora all’incirca 50 mila tonnellate da estrarre, ma sempre più miniere stanno chiudendo proprio perché sono ormai esaurite.

Uno strumento di investimento

Nel corso del tempo, l’oro ha assunto anche un altro ruolo molto importante. Ovvero, è diventato uno strumento di copertura e di tutela nei confronti di eventi potenzialmente negativi e avversi. Il prezzo dell’oro, infatti, è caratterizzato da una tendenza ben precisa, ovvero quello di far registrare un incremento in tutti momenti storici in cui i protagonisti della finanza capiscono che c’è un elevato livello di rischio. Le epoche storiche in cui può emergere una situazione del genere sono, ad esempio, quelle in cui c’è una possibile guerra che sta per esplodere, oppure delle crisi finanziarie che stanno mettendo in crisi buona parte delle economie del pianeta.

È chiaro che, in situazioni del genere, tutti quegli strumenti finanziari che sono caratterizzati tradizionalmente per avere un elevato livello di rischio, come ad esempio nel caso delle azioni, hanno la tendenza a seguire una tendenza fortemente al ribasso. Discorso completamente diverso per l’oro che, un po’ come accade per il mattone, viene visto come un bene rifugio e, di conseguenza, fa registrare invece un aumento del suo prezzo. Di conseguenza, è facile intuire come, il fatto di poter contare all’interno del proprio portafogli finanziario di un elevato quantitativo di oro, permette di sentirsi al riparo contro tutte quelle situazioni o quei periodi che portano con sé un rischio estremamente elevato.
Non solo, dal momento che l’oro viene considerato a tutti gli effetti come una vera e propria fortezza che torna utile per combattere tutti quei periodi in cui l’inflazione galoppa in maniera incontrollata, che purtroppo accadono molto più spesso di quanto si potrebbe sperare. Infatti, ha la tendenza a conservare il proprio valore nel corso del tempo, senza troppe oscillazioni.

A dispetto di quanto si verifica con le valute, l’oro non può subire, per sua natura, alcuna svalutazione e non perde valore in tutte quelle situazioni in cui succedono delle crisi di fiducia. Di conseguenza, qualora dovesse insorgere una crisi di natura valutaria, è chiaro che una banca centrale pensa subito all’oro, da usare come vero e proprio parafulmine, ovvero garanzia, per poter ottenere dei prestiti piuttosto che per vendere sul mercato e comprare la valuta nazionale e trasmettere adeguato supporto al correlato valore.
Non c’è dubbio che l’oro porta con sé anche vari costi a livello finanziario. Basti pensare a tutti quei servizi legati alla sua conservazione e protezione, quindi spese da mettere in conto dal punto di vista della sicurezza e della custodia, ma c’è da dire anche come una riserva aurea non consenta di ottenere alcun tipo di interesse.

Chi sono i Paesi che detengono le più alte quantità di oro

Insomma, la domanda che si fanno tutti è la seguente: qual è la nazione che detiene il primato in quanto a riserve d’oro? Si tratta degli Stati Uniti, che possono contare su una riserva aurea pari all’incirca a 8133 tonnellate. Subito dopo troviamo due Paesi europei, ovvero nello specifico la Germania e l’Italia, che sono quasi appaiate. A dispetto del fatto che, dal punto di vista del Pil, l’Italia ha da recuperare terreno rispetto ad altri Paesi che fanno registrare dei dati notevolmente migliori, in realtà in termini di riserve d’oro è la terza nazione in tutto il mondo, con ben 2452 tonnellate.

Subito dopo il Belpaese troviamo altre tre potenze mondiali, ovvero la Francia, la Russia e la Cina, che detengono riserve auree superiori a quota 2 mila tonnellate. Un dato molto interessante riguarda il periodo legato al Covid. Infatti, nel corso dell’anno in cui è scoppiata la pandemia, ovvero il 2020, i Paesi che hanno fatto registrare un incremento maggiore a livello di riserve d’oro sono la Turchia e l’India, che rispettivamente hanno visto aumentare di 45,5 e 41,6 tonnellate le proprie riserve. Dati in aumento circa tale aspetto anche per Emirati Arabi, con un incremento del quantitativo di oro detenuto pari a 35,1 tonnellate, poi la Russia, aumento di 27,3 tonnellate d’oro, e Qatar, incremento di 14,4 tonnellate d’oro.

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