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Come la seconda ondata del Covid 19 e le elezioni Usa impattano sul mercato dell'oro attuale e del 2021 Blog

Postato il 12-11-2020 in

Il 2021 sarà un anno d’oro per il metallo giallo?


Il momento storico è senza dubbio complesso per le incertezze che pesano sul futuro, tanto che anche l’oro da qualche settimana è rimasto condizionato dalla paura del Covid. Le giornate passate non sono state tra le più fortunate per i mercati finanziari e le borse ne hanno dato prova. Da 1.900 dollari l’oncia, le quotazioni dell’oro sono scese del 2%, ossia a 1.869 dollari sul mercato spot londinese.

Tuttavia questa situazione non deve scoraggiare perché da una prospettiva più ampia risulta una reazione del tutto naturale alle incertezze dei Governi e di conseguenza dei mercati, ciò che ci interessa, sulla base delle esperienze passate durante la prima fase Covid, è cosa ci aspetta dietro l’angolo. 


La domanda che molti investitori si fanno è se il 2021 sarà un anno d’oro  per le quotazioni del metallo prezioso o meno. Secondo una recente analisi degli esperti di ANZ Bank, l’oro potrebbe raggiungere la quotazione di 2.300 dollari entro il 2021 ma questo ottimismo non aveva ancora considerato l’imprevista discesa di questo ultimo periodo, è quindi tutto da vedere. 


Un altro aspetto che incide sulla quotazione dell’oro è senza dubbio l’elezione del prossimo Presidente degli USA, il cui conteggio è ancora in corso nel momento della pubblicazione di questo articolo. Lo scenario incerto e agguerrito delle elezioni mette sul chi va là i mercati finanziari internazionali che si domandano quali saranno gli effetti sul Bitcoin o sul cambio euro-dollaro.

Gli investitori stanno certamente monitorando la situazione per comprendere l’impatto sulla quotazione dell’oro una volta nominato il nuovo inquilino della Casa Bianca, ma pare evidente che, al di là del nome, il prezzo sia destinato a salire. Vediamo perché partendo da alcuni presupposti:


- Il prezzo dell’oro è intorno ai 1.889 dollari l’oncia, per un ribasso al giorno circa dell’1%;

- Il dollaro rimarrà debole e l’oro non rimarrà influenzato dal risultato elettorale, anche se il vincitore sarà Biden;

- Gli Stati Uniti introdurranno un nuovo pacchetto di stimoli fiscali.


Da questo scenario pare che l’oro otterrà beneficio, come sostenuto in un’intervista alla CNBC da James Rasteh, CIO di Coast Capital.


Incoraggiamenti fiscali e politiche per ridare ossigeno all’economia nazionale, come programmi di spesa pubblica e riduzione delle tasse, hanno come esito l’aumento del debito pubblico. A questo punto gli investitori potrebbero essere portati verso un bene rifugio come l’oro, il cui prezzo potrebbe aumentare.


Tornando ad oggi, la seconda ondata di pandemia ha impattato negativamente anche sul mercato del metallo giallo, con una forte contrazione nell’ultimo trimestre come specificato a inizio articolo e confermato dal secondo report del World Gold Council. 


Inoltre le risorse di oro sono via via più esigue e le grandi imprese stanno investendo nuovi capitali per cercare ed estrarre l’oro rimasto.

“Si sta scoprendo molto meno oro rispetto a quello che viene prodotto. Tra dieci anni la produzione di oro sarà dimezzata rispetto al livello attuale.” ha dichiarato Rasteh che prosegue “Le piccole realtà del settore hanno intenzione di mettere le mani sull’oro come non succedeva da molte generazioni”.