Storia e curiosità del caciques de Venezuela d’oro

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Si tratta di una moneta che è stata inserita nella particolarissima serie denominata “Capi del 16° secolo”, realizzata come vero e proprio omaggio a Yoraco, che era un capo nativo venezuelano, di cui analizzeremo la storia qualche riga più avanti. Questa moneta è stata emessa per la prima volta nel 1957: sul dritto svela un vero e proprio ritratto del capo indiano e, proprio sopra la scritta, di forma circolare, Caciques De Venezuela, viene riportato il suo nome. Sul rovescio, invece, è impressa una mano che impugna delle frecce, con la scritta Venezuela e poi Caciques.

Queste monete sono particolarmente apprezzate dagli appassionati di numismatica, vista la presenza del ritratto dell’antico capo indiano Yoraco. La loro coniatura venne effettuata in Svizzera, da parte dell’Inter-change Bank Suiza per il Venezuela tra il 1955 e il 1961.

La leggenda di Yoraco

Secondo quanto è stato riportato ai giorni nostri, Yoraco è stato uno dei capi indigeni più importanti in tutto il Venezuela. Come è arrivata fino a nostri giorni questa testimonianza? Tutto merito di un’opera di José de Oviedo y Banos, che ha raccontato proprio la dipartita del capo indigeno Yoraco.

Correva l’anno 1574 quando un gruppo composto da quattro indiani Teques decise di accompagnare due soldati di origine spagnola, ovvero Juan Pascual e Diego Sànchez nel bel mezzo della valle del Tàcata, per fare loro da interpreti. Ebbene, nell’esatto momento in cui i due soldati iberici misero piede nel punto di approdo, furono letteralmente massacrati, mentre i quattro interpreti furono in grado di salvare la pelle, scappando verso Caracas, riuscendo al contempo anche a dare comunicazione di quanto successo al tenente Francisco Carrizo.

Nel corso delle prime settimane del 1575, ecco che quest’ultimo decise di partire con una spedizione appositamente ben nutrita e preparata per vendicare quell’attacco e riprendere il controllo dell’area. Carrizo volle attendere gli indiani, ma un soldato in fondo al plotone, De Silva, si accorse che gli indiani si stavano preparando per tendere un’imboscata. Così, decise di rincorrerli, ma nel tragitto riuscì a colpire solamente Yoraco con una lancia. De Silva lo credette morto, ma appena si voltò lo vide di nuovo in piedi pronto ad affrontare due soldati spagnoli che, però, lo finirono. Secondo la leggenda, pare che Yoraco avesse natura soprannaturale, visto che dopo la morte le sue ferite non sanguinavano. Solo dopo avergli tolto dal collo una collana di pietre rosse, cominciarono a sanguinare. De Silva tenne la colonna come tesoro, fino a quando il governatore del Venezuela, venuto a sapere del suo potere, la inviò al re Filippo II.

La passione per la collezione di Monete Antiche

Nel corso dei decenni, uno dei tanti hobby non solo degli italiani, ma di tantissime persone in tutto il mondo, è senz’altro quello legato alla collezione di monete antiche. Non è affatto vero che si tratta di una passione coltivata solamente da persone anziane, anche per via del fatto che gli appassionati di numismatica sanno perfettamente che, in alcuni casi, determinati affari potrebbero diventare degli investimenti davvero profittevoli.

Spesso e volentieri la passione per le monete antiche si coltiva e nasce fin da bambini, non alla stregua di una tradizione di famiglia, quanto piuttosto per l’entusiasmo per le cose antiche, che hanno sempre un certo fascino sui più piccoli e non solo. Per questo motivo, il fatto di entrare in possesso di determinate monete così antiche e rare è una soddisfazione personale unica, ma può rappresentare anche un vero e proprio investimento, dato che, con il passare del tempo, determinate monete possono acquisire un valore ancora maggiore.

Come valutare le Monete Antiche

Se la passione del collezionismo nasce anche per una mera casualità, poi la valutazione e la capacità di individuare un possibile affare sono frutto di studio e lavoro. In effetti, una volta che si pensa di avere per le mani una moneta antica, la prima cosa da fare è quella di cominciare a studiare o effettuare delle ricerche circoscritte, sfruttando senz’altro il canale di comunicazione online, ma anche appoggiandosi alla lettura di libri e appositi cataloghi. In questo modo, si inizia a farsi un’idea su quello che potrebbe essere il reale valore di una moneta.

Tra i fattori che incidono maggiormente in fase di valutazione per capire quanto può valere una vecchia moneta, ne troviamo alcuni particolarmente interessanti. Ad esempio, si tratta della rarità, così come delle condizioni in cui si trova la moneta stessa. Serve provare a fare ricercare sul numero di pezzi che sono stati coniati, in merito ovviamente a quella specifica moneta, e anche lo stato di conservazione della stessa.

Proprio dal punto di vista estetico, va detto che ci sono dei valori tabellari a cui si può fare riferimento. C’è una graduatoria vera e propria, infatti, il cui stato di conservazione migliore è rappresentato con la sigla FDC, ovvero Fior Di Conio. Giusto per mettere in chiaro le cose, una moneta che viene catalogata in FDC vuol dire che si tratta di un pezzo che viene conservato in condizioni così perfette che sembra davvero uscito direttamente dalla Zecca di Stato.

Il valore si riduce, invece, nel caso in cui la moneta si caratterizzi per avere dei limitati segni di usura. Probabilmente, è semplicemente il “sintomo” di un uso quotidiano. In questo caso, si potrebbe parlare di SPL, ovvero splendido o BB, bellissimo. Insomma, è l’ultima soglia di classificazione entro la quale la moneta antica potrebbe davvero valere una bella cifra. Al di sotto di tali sigle, invece, difficilmente potrà avere un valore molto alto.

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